Nasce il Centro studi europeo di musica medievale

C’è un’emozione palpabile. Tante sensazioni per una certezza: il talento, la passione, la dedizione, lo studio, la ricerca di un musicista non comune destinati a restare per sempre. Le stesse, peraltro, che emersero subito dopo lo sgomento e il vuoto seguiti a quel giorno in cui Adolfo Broegg si spense. D’improvviso, dopo l’ennesima notte di note. Folle, come quelle veglie che solo l’arte può farti vivere. Senza riferimenti di spazio e di tempo. Piene di colori. Fatte di squarci laceranti. Dove senti e non pensi per la potenza delle vibrazioni. Da queste stesse colonne, appunto il giorno dopo in cui il maestro Broegg morì, Patrizia Bovi, Goffredo degli Esposti, Gabriele Russo, gli amici, i musicisti, i politici, gli amministratori, i melomani dissero, prima a loro stessi e poi agli altri, che quel nome non doveva essere dimenticato.

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Museo della Civiltà Normanna

Sarà inaugurato sabato 24 ottobre 2009, nel Castello di Ariano, il primo nucleo del "Museo della Civiltà Normanna”. Per l’evento saranno presenti numerose personalità. Dopo il saluto alle 10,30 del Sindaco di Ariano Antonio Mainiero, quello di Aurelio Cernigliaro, Presidente del Cesn e del Presidente della Provincia, Cosimo Sibila, sarà il Prof. Ortensio Zecchino a presentare il Museo. Seguiranno gli interventi di Maria Luisa Nava, Soprintendente ai beni archeologici e Giuseppe Zampino, Soprintendente ai Beni Architettonici e paesaggistici. Alle 11,30 la relazione del Prof. Giuseppe Galasso: "I normanni Popolo D’Europa”; infine la benedizione del Museo da parte di Mons. Antonio Blundo, Vicario Generale della Diocesi.

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Lettere d'amore del Medioevo

''Lettere d'amore del Medioevo: un patrimonio sommerso'' e' il tema della conferenza che Francesco Stella, docente di letteratura latina medievale e umanistica all'Universita' degli Studi di Siena e la ricercatrice Elisabetta Bartoli terranno domenica 6 settembre 2009, alle ore 17 a Monte del Lago, Magione in provincia di Perugia. L'incontro rientra tra le iniziative collaterali al Premio Vittoria Aganoor Pompilj organizzato dall'Amministrazione comunale magionese. D'interesse la presentazione che verra' fatta del piu' antico Manuale per scrivere lettere d'amore ritrovato dagli studiosi dell' Universita' di Siena tra antichi testi della Biblioteca Capitolare di Verona. Secondo i due ricercatori si tratta del primo manuale di scrittura epistolare del Medioevo arrivato a noi, in cui si insegnano a scrivere anche lettere d' amore.

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Roma: Inaugurazione della Sala del Medioevo a Palazzo dei Conservatori

 

 

Un’importante novità arricchisce il costante percorso innovativo dei Musei Capitolini.
Grazie all’impegno della Sovraintendenza Comunale, sarà aperto al pubblico un altro spazio di grande interesse storico-artistico: la Sala del Medioevo, allestita al primo piano del Palazzo dei Conservatori nel cinquecentesco ambiente dell’antico Archivio Capitolino.
Protagonista della Sala è la Statua di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia e Senatore di Roma , attribuita allo scultore e architetto toscano Arnolfo di Cambio.
Originariamente dipinta con brillanti colori e impreziosita da dorature, era l’elemento più significativo di un Monumento onorario dedicato al sovrano angioino in Campidoglio intorno agli anni 1275-1277. Carlo I d’Angiò (1226-1285), fratello del re di Francia Luigi IX, fu incoronato a Roma re di Sicilia nel 1266. Nominato per la prima volta Senatore di Roma nel 1265, rivestì la stessa carica nel decennio 1268-1278 e poi negli anni compresi tra il 1281 e il 1284. Il Monumento onorario, secondo recenti studi, fu probabilmente realizzato negli anni in cui Carlo d’Angiò ottenne per la seconda volta il titolo di Senatore di Roma, tra il 1268 e il 1278. Alcuni studiosi suggeriscono che fosse destinato ad essere collocato all’interno della grande aula medioevale del primo piano del Palazzo Senatorio (attuale Aula di Giulio Cesare), dove il Senatore, o un suo vicario, amministrava la giustizia civile e penale.

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Terminato il restauro degli affreschi trecenteschi di Chiaravalle

 

 

Non è frequente trovare un intero ciclo di affreschi che rappresenti la storia della morte di Maria: è stato da poco scoperto l'ultimo intervento di restauro nell'Abbazia di Chiaravalle, che riguarda gli affreschi della Torre nolare, sotto il tiburio: si tratta delle "Storie della Vergine", un ciclo eseguito verso la metà del Trecento sulla fonte della "Legenda Aurea" scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine, testo fondamentale per l'iconografia dell'arte medievale. Nella prima scena dipinta, sulla parete sud, ovvero a destra per chi guarda l'altare, si trova la scena dell'"Annuncio della morte", in cui la Vergine viene informata della sua fine vicina da un angelo che le offre un ramo di palma, simbolo per difendere il suo corpo dai giudei. Infatti, nella scena successiva, si può vedere il corteo funebre per la sepoltura di Maria (che si muove proprio nella direzione del Cimiterino che esiste all'uscita dell'Abbazia).

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