La necropoli delle donne e il mistero di Alife

Perché solo donne e bambini furono seppelliti in quella necropoli medioevale trovata in piena campagna, al di là del fiume Torano, in territorio di Alife, l’antica Allifae romana? L’interrogativo è un vero e proprio rompicapo per gli archeologi della Soprintendenza di Napoli e Caserta che da alcuni mesi lavorano per recuperare i poveri resti e i materiali a corredo delle sepolture.
«È questo il particolare interessante del ritrovamento. - conferma Enrico Stanco, l’archeologo responsabile dello scavo - L’ipotesi su cui stiamo lavorando considera la possibilità che nell’area fosse presente una comunità femminile». Un monastero? Forse. Un complesso religioso dove, accanto a un settore principale abitato da monaci, vi era un’ala meno estesa destinata alle monache? Si saprà con il prosieguo delle indagini. Non solo. In quei locali avrebbero anche potuto trovare asilo laiche, che in seguito avrebbero preso il velo perché costrette da situazioni contingenti o perché vedove con figli piccoli. Non era raro, difatti, all’epoca, che nobildonne, rimaste senza marito e con prole, abbracciassero la vita monastica continuando a provvedere ai figli sino alla loro maggiore età. Ecco. In questo modo si potrebbe spiegare la presenza dei resti di tre bambini rinvenuti sepolti assieme a ventitrè adulte. Il fatto interessante, comunque, è che di chiunque si tratti, quelle donne vennero sotterrate con un discreto corredo di gioielli. In genere, l’ornamento maggiormente diffuso tra quelli che sono stati trovati è una fibbia d’argento. A volte, la fibula, ad anello liscio o decorato, oppure quadrangolare, in bronzo dorato con estremità a teste di serpente, è accompagnata anche da una parure di orecchini, in argento e con castoni, perle o pezzi di corallo che sono andati perduti. Insomma tutto lascia pensare che se di una comunità religiosa femminile si trattava, allora le monache appartenevano a un ceto sociale medio alto. Fatto non raro, nei conventi medioevali. Perché le sepolture sono tutte di quell’epoca: 1100-1200. E questo anche se in primo momento si era pensato, in virtù di alcuni elementi rinvenuti nelle fosse, di poter datare il cimitero in epoca diversa. Il ritrovamento, poi, di una moneta, con data di fine 1100, e i gioielli, è il caso di una fibula risultata simile a un finimento per cavalcatura di epoca longobarda, hanno dunque permesso di inserire la necropoli in un intervallo preciso: Allifae medioevale; longobarda; o anche Normanna, per meglio dire. Perchè i ritrovamenti indirizzano a una doppia lettura e rendono impossibile incrociare i dati visto che le tombe con le monete non hanno gioie e quelle con i gioielli non hanno monete. Ragion per cui o si tratta di un uso del cimitero che dal periodo longobardo arriva sino a quello normanno, oppure i gioielli di fattura longobarda trovati potrebbero essere stati ereditati dalle donne decedute. Alle datazioni certe si arriva attraverso la lettura della ceramica. E in questo caso non ci sono suppellettili, vasi o tegole: le tombe erano coperte con legno o fascine. Le fonti storiche, dal canto loro, segnalano la presenza in zona, e per quel periodo, di comunità monasteriali, anche importanti. Saranno poi le indagini antropologiche a dire quali furono le cause dei decessi. Altro interrogativo viene proposto dal rinvenimento di chiodi di ferro in alcune sepolture. Retaggi di un rituale, legato magari alla mansione della defunta o un suo familiare? Forse. L’archeologia, spesso, per dare delle risposte ai perché ammette tempi lunghi. «Stiamo lavorando - dice la Soprintendente archeologa Maria Luisa Nava - per chiarire completamente questa scoperta archeologica. I risultati che avremo permetteranno di saperne di più sia sulla storia medioevale di Alife sia circa quest’area, tanto ricca di testimonianze storiche e culturali».
 
Tratto da Il Mattino - Fonte: medievale.splinder.com