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Monreale: Duomo, il pavimento rivive
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- Categoria: Generali
- Pubblicato Martedì, 28 Agosto 2007 19:31
- Scritto da admin
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Anche le parti più danneggiate dei mosaici pavimentali del duomo di Monreale cominciano a recuperare il profilo originario. Da qualche mese, l'intervento di restauro riguarda proprio le aree più compromesse delle navatelle laterali. Al momento, il cantiere di lavoro è localizzato sul lato sinistro, in un'area limitrofa al presbiterio.
Dopo le denunce sullo stato di abbandono dei mosaici pavimentali, partite dalle colonne di questo giornale ormai diversi anni fa, i tecnici della sovrintendenza si sono impegnati in un pregevole lavoro di restauro che sta ridando lustro ai mosaici, in parte sfigurati dal calpestio di migliaia di visitatori che ogni giorno si riversano all'interno della basilica.
Il restauro ormai è stato completato sul presbiterio e sulla maggior parte delle due navate.
Per intervenire sulle aree più danneggiate è stato necessario attendere l'arrivo del nuovo materiale, ordinato proprio per colmare le lacune del pavimento. Con un costo di circa tre mila euro, la Fabbriceria del duomo ha acquisto marmo bianco, rosso, giallo e verde che andrà ad integrare il porfido, il serpentino e il rosso di Siria. Per il restauro è anche stato utilizzato materiale originario, forse di provenienza medioevale. Le tessere sono state trovate in alcuni locali nelle vicinanze del duomo dove erano state collocate quale materiale di risulta di interventi precedenti, forse risalenti all'800. Fra questi tasselli, alcune pietre laviche utilizzate proprio durante il Medioevo.
Una volta ultimata l'area sulla navata sinistra, l'intervento continuerà sul lato destro, sulle zone al momento ricoperte dai tappeti. Si tratta di parti del pavimento quasi del tutto sfigurate la cui manutenzione è stata abbandonata da anni.
Dopo il clamore mediatico, suscitato dalla «clamorosa» scoperta di un ripetuto trafugamento di preziose tessere dal duomo, i riflettori si sono di nuovo spenti su uno dei monumenti più importanti d'Europa. In realtà, da sempre è considerata un'abitudine alla moda portare via un tassello di mosaico, come souvenir, dalle pareti o dal pavimento. Una prassi barbara, oggi più circoscritta rispetto al passato. Ma la salvaguardia di un monumento tanto importante non può essere improvvisata o lasciata al caso.
Da più parti si è lavata la richiesta di contingentare l'afflusso sulle aree più esposte, fra cui le due navate laterali. In quella destra, si trovano le tombe di Guglielmo I e Guglielmo II, fondatore della cattedrale. Attraverso la navata sinistra, invece, si accede al tesoro del duomo. Si capisce, dunque, perché siano le aree più frequentate della basilica. Soluzione di buon senso sarebbe limitarne l'accesso con l'introduzione di una biglietteria.
Se le istituzioni non si decideranno a fare delle scelte coraggiose e lungimiranti, fra qualche anno il pavimento si ritroverà nelle stesse condizioni del passato. Per tutelarlo, infatti, è necessario ridurne il calpestio o eliminarlo con una copertura trasparente.
Dal punto di vista storico, sui mosaici pavimentali aleggiano dei punti interrogativi. Non è chiaro, infatti, se alcune parti furono realizzate prima della morte dello stesso Guglielmo II. Sembra che, nonostante i ripetuti rimaneggiamenti nel corso dei secoli, fra i mosaici del pavimento sinistro siano state rinvenute tessere in pasta vitrea, tipiche delle manifatture medioevali. Rimane il dubbio che quell'area possa risalire all'epoca normanna e il resto del pavimento sia poi stato completato nel Rinascimento.
Forse anche il duomo di Monreale necessiterebbe di uno sponsor internazionale che ne foraggi una manutenzione completa. La solidità con cui fu costruito gli permette di portarsi bene i suoi quasi 900 anni di vita, ma numerosi sono gli acciacchi. Qualcuno riguarda anche il maestoso portale bronzeo di Bonanno Pisano. Il peso e la trascuratezza rischiano di farlo scardinare. Sarebbe necessaria una diagnosi accurata sul suo reale stato di salute e almeno un trattamento sul legno aggredito dai tarli. (La Sicilia , mercoledì 8 agosto 2007)
Il restauro ormai è stato completato sul presbiterio e sulla maggior parte delle due navate.
Per intervenire sulle aree più danneggiate è stato necessario attendere l'arrivo del nuovo materiale, ordinato proprio per colmare le lacune del pavimento. Con un costo di circa tre mila euro, la Fabbriceria del duomo ha acquisto marmo bianco, rosso, giallo e verde che andrà ad integrare il porfido, il serpentino e il rosso di Siria. Per il restauro è anche stato utilizzato materiale originario, forse di provenienza medioevale. Le tessere sono state trovate in alcuni locali nelle vicinanze del duomo dove erano state collocate quale materiale di risulta di interventi precedenti, forse risalenti all'800. Fra questi tasselli, alcune pietre laviche utilizzate proprio durante il Medioevo.
Una volta ultimata l'area sulla navata sinistra, l'intervento continuerà sul lato destro, sulle zone al momento ricoperte dai tappeti. Si tratta di parti del pavimento quasi del tutto sfigurate la cui manutenzione è stata abbandonata da anni.
Dopo il clamore mediatico, suscitato dalla «clamorosa» scoperta di un ripetuto trafugamento di preziose tessere dal duomo, i riflettori si sono di nuovo spenti su uno dei monumenti più importanti d'Europa. In realtà, da sempre è considerata un'abitudine alla moda portare via un tassello di mosaico, come souvenir, dalle pareti o dal pavimento. Una prassi barbara, oggi più circoscritta rispetto al passato. Ma la salvaguardia di un monumento tanto importante non può essere improvvisata o lasciata al caso.
Da più parti si è lavata la richiesta di contingentare l'afflusso sulle aree più esposte, fra cui le due navate laterali. In quella destra, si trovano le tombe di Guglielmo I e Guglielmo II, fondatore della cattedrale. Attraverso la navata sinistra, invece, si accede al tesoro del duomo. Si capisce, dunque, perché siano le aree più frequentate della basilica. Soluzione di buon senso sarebbe limitarne l'accesso con l'introduzione di una biglietteria.
Se le istituzioni non si decideranno a fare delle scelte coraggiose e lungimiranti, fra qualche anno il pavimento si ritroverà nelle stesse condizioni del passato. Per tutelarlo, infatti, è necessario ridurne il calpestio o eliminarlo con una copertura trasparente.
Dal punto di vista storico, sui mosaici pavimentali aleggiano dei punti interrogativi. Non è chiaro, infatti, se alcune parti furono realizzate prima della morte dello stesso Guglielmo II. Sembra che, nonostante i ripetuti rimaneggiamenti nel corso dei secoli, fra i mosaici del pavimento sinistro siano state rinvenute tessere in pasta vitrea, tipiche delle manifatture medioevali. Rimane il dubbio che quell'area possa risalire all'epoca normanna e il resto del pavimento sia poi stato completato nel Rinascimento.
Forse anche il duomo di Monreale necessiterebbe di uno sponsor internazionale che ne foraggi una manutenzione completa. La solidità con cui fu costruito gli permette di portarsi bene i suoi quasi 900 anni di vita, ma numerosi sono gli acciacchi. Qualcuno riguarda anche il maestoso portale bronzeo di Bonanno Pisano. Il peso e la trascuratezza rischiano di farlo scardinare. Sarebbe necessaria una diagnosi accurata sul suo reale stato di salute e almeno un trattamento sul legno aggredito dai tarli. (La Sicilia , mercoledì 8 agosto 2007)
Maria Modica
Fonte: italiamedievale.splinder.com


