Exempla Da Federico II ai Pisano: l'arte classica come "modello" della scultura medievale

leoneIn Italia la riscoperta del classico ha avuto luogo almeno due secoli prima che Michelangelo avesse la possibilità di compiere studi sulle collezioni medicee di reperti archeologici. La scultura, da sempre considerata la più concreta tra le arti figurative, si è infatti "innamorata" molto presto dei canoni di equilibrio greci e latini facendo esplodere, in seno ai tormenti mistici di un lunghissimo Medioevo, più di una rivoluzione formale.
 
Ai più clamorosi tentativi di "renovatio" delle arti plastiche operati a partire dal Duecento è dedicata "Exempla – La rinascita dell'antico nell'arte italiana da Federico II ad Andrea Pisano", mostra in programma dal 20 aprile al 9 settembre nella cornice di Castel Sismondo, a Rimini. "Exempla" sta per "modelli", perché di modelli intesi come precisi riferimenti culturali, oltre che formali, vive la rinascita del gusto classico nella produzione artistica medievale. Non è un caso se in una formella, un tempo collocata sul campanile di Giotto a Firenze, Andrea Pisano osava ritrarsi nei panni di Fidia, il più grande sculture della classicità.
L'esposizione riminese, curata da Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano, prima a seguire questo singolare orizzonte, si distingue per la qualità delle testimonianze raccolte, per il loro numero (oltre cento), per gli studi che l'hanno preceduta e che hanno portato anche a nuove attribuzioni.
 
Fu intorno alla Corte di Federico II ed al suo Castel del Monte che si infiammarono i già vivaci fuochi del magnifico "ritorno all'antico" in epoca duecentesca. Per ragioni d'immagine e strategia politica, com'è facilmente intuibile dal punto di vista ghibellino, ma anche per un'autentica istanza culturale. La mescolanza di antico e moderno, la rilavorazione e il riuso di materiali di spoglio che avevano caratterizzato anche la tarda antichità romana e i primi secoli del cristianesimo, il recupero di un codice iconografico imperiale, sono innanzitutto il frutto di un programma ideologico. Con l'imperatore svevo la saldatura di passato e presente si fonda su ragioni di propaganda politica e sull'esaltazione della propria immagine, costruita su modelli antichi e in particolare augustei. Ad interpretare magnificamente questa imperiale istanza fu soprattutto un artista, Nicola Pisano, che a Castel del Monte trovò la sua formazione. Il classicismo di Nicola Pisano è altra cosa rispetto a quello federiciano, è un classicismo che "evoca" quasi sentimentalmente l'età antica, rifacendosi a modelli romani, e in particolare ai sarcofaghi che poteva ammirare a Pisa. Nell'esposizione di Rimini vengono così presenti alcuni splendidi originali di Nicola, come la formella della fontana Maggiore di Perugia, compiuta insieme con il figlio Giovanni, raffigurante la Lupa, Romolo e Remo. Giovanni Pisano aveva iniziato la sua carriera nella bottega del padre, dove aveva compiuto il tirocinio un altro straordinario scultore: Arnolfo di Cambio. Pur essendo d'origine toscana, Arnolfo aggiorna il proprio stile in ambiente romano, pervaso di classicità. Il classicismo di Arnolfo si riveste poi di una particolare sensibilità religiosa che si incarna nella severità delle espressioni e delle forme. La vediamo nelle due stupende teste di Cristo e dell'Animula della Madonna, già su di una facciata di Santa Maria del Fiore a Firenze. Il nome di Arnolfo richiama il problema della cultura a Roma e nella mostra la pittura romana tra Due e Trecento è testimoniata da alcuni meravigliosi dipinti, uno dei quali attribuito a Pietro Cavallini da Federico Zeri, cui questa rassegna è dedicata nel decimo anniversario della morte. L'itinerario si conclude con un'opera d'eccezione: la già citata formella di Andrea Pisano con Fidia che scolpisce, un tempo sul campanile di Giotto. Si tratta di una specie di emblema di un'epoca e della mostra stessa, perché ritrae il più grande scultore dell'antichità intento nella sua opera. La rinascita dell'antico nel Duecento non può venire illuminata, senza un confronto ravvicinato con i modelli antichi. Questa è la prima mostra che ripercorre nel dettaglio questo suggestivo rapporto presentando sculture e cammei classici che sono serviti, appunto, da "esempio" agli artisti del Duecento.
 
Francesco Prisco

"Exempla. La rinascita dell'antico nell'arte italiana da Federico II ad Andrea Pisano"
Rimini, Castel Sismondo
Dal 20 aprile al 7 settembre
A cura di Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano
Orario: 9 – 19. Chiuso i lunedì non festivi
Ingresso: intero euro 10, ridotto euro 8
Catalogo : Pacini Editore, 45 euro
Per informazioni: 0541 783100
 
 
Sul sito ufficiale www.mostraexempla.it è presente tra l'altro una galleria fotografica e una sezione  di download multimediale
 
Scheda della mostra su Exibart