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Il Tesoro di Spilamberto. Signori Longobardi alla frontiera
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- Pubblicato Martedì, 30 Novembre 2010 23:00
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La piccola necropoli scoperta nel 2003 alle porte di Spilamberto non racconta solo la storia degli uomini e donne vissuti qui circa 1500 anni fa. Portando alla luce alcuni aspetti della loro vita privata, restituisce loro carne, sangue e sentimenti. Nulla intacca i resoconti delle loro celebri virtù guerriere. Ma dalle 34 sepolture in semplice fossa rinvenute a Ponte del Rio (di cui un terzo femminili) emerge un’epoca solo in parte lontana che torna a vivere nella forma di un sedile in tutto simile a quelli che usiamo ancora oggi o nell’eleganza di un cammeo che, creato per una matrona romana, si trasforma prima in raffinato gioiello per qualche nobile vissuta in epoca bizantina e infine in prezioso monile per una giovane “principessa” longobarda.
La necropoli longobarda di Spilamberto non è solo ciò che resta di un gruppo di guerrieri con le loro famiglie, forse un clan gentilizio (fara), insediatosi qui per occupare e controllare un territorio di confine. È soprattutto la testimonianza della più antica presenza stabile di immigrati longobardi nel Modenese. Un ritrovamento quindi che, per varietà di reperti e alta cronologia, fa di Spilamberto un luogo nodale per la storia dell’Emilia-Romagna nell’altomedioevo.
Dame e Donne Longobarde. La società femminile della necropoli di Romans.
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- Pubblicato Venerdì, 19 Novembre 2010 23:00
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Sabato 23 novembre, alle ore 11.00, grazie alla pluriennale sinergia instaurata tra il Comune di Romans d'Isonzo e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, verrà riaperta la sala espositiva dei Longobardi, ospitata presso la sede municipale, con l'inaugurazione della mostra "Dame e donne longobarde. La società femminile della necropoli di Romans" che si affiancherà ed integrerà la precedente mostra "I guerrieri di San Giorgio" dedicata alla visione del mondo maschile in armi.
Goti e Longobardi a Chiusi
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- Pubblicato Sabato, 23 Ottobre 2010 23:00
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Il 28 ottobre non è una data casuale, bensì la celebrazione dell’inaugurazione del primo Museo Civico, aperto a Chiusi nel 1871, avvenuta “senza però alcuna festa popolare, ma colla riunione di personaggi distinti nelle scienze archeologiche […]” e ricordata per lungo tempo dalla Commissione Archeologica Comunale di Chiusi con adunate annuali che trattavano di argomenti di archeologia locale o della scoperta di monumenti ed oggetti. Dal 2010 è intenzione riprendere tale consuetudine, iniziando con l’affrontare un’epoca meno nota rispetto a quella etrusca, per la quale è celebrata Chiusi,, ma non per questo meno importante nel panorama storico ed archeologico italiano.
La mostra presenta al vasto pubblico reperti goti e longobardi mai visti prima, in quanto conservati nei Magazzini del Museo. L’ultima loro parziale esposizione risale all’unica mostra, tenutasi nel 1971, realizzata in Toscana per delineare un quadro d’insieme ed esaustivo dei materiali presenti nella Tuscia longobarda.
Lucca e l'Europa. Un'idea di Medioevo
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- Pubblicato Giovedì, 02 Settembre 2010 23:00
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Si inaugura sabato 25 settembre 2010 presso la sede della Fondazione Ragghianti a Lucca l’esposizione "Lucca e l’Europa. Un’idea di Medioevo (V-XI secolo)". La mostra, organizzata in occasione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Carlo Ludovico Ragghianti, è stata progettata da un Comitato Scientifico costituito da: Clara Baracchini, Carlo Bertelli, Antonino Caleca, Maria Teresa Filieri, Marco Collareta e Gigetta Dalli Regoli.
Un’attenta selezione di oltre cento opere prodotte dal V all’XI secolo, allestite in undici sezioni, esplora la produzione artistica lucchese attraverso puntuali riferimenti al contesto europeo.
Omaggio a Lorenzo Maitani "universali caputmagister" della Fabbrica del Duomo di Orvieto
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- Pubblicato Domenica, 11 Aprile 2010 16:45
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Esattamente 700 anni fa, Lorenzo Maitani, architetto senese già di gran fama, giungeva ad Orvieto con l'incarico di dare forma definitiva ad una Cattedrale che, con la sua bellezza ed imponenza, testimoniasse la forza politica ed economica raggiunta dal Comune e la grandezza di un evento miracoloso: quello avvenuto nel 1263 a Bolsena e da allora celebrato universalmente con la festa del Corpus Domini.Il Sacro Lino testimonianza Miracolo Eucaristico doveva essere custodito in un luogo consono a ciò che di immenso quel "Corporale" rappresentava.
Fu l'avvio di una realizzazione stupefacente, il prendere forma di un luogo di fede destinato a diventare presto tra i monumenti più celebri dell'intero Medio Evo in Europa: il Duomo di Orvieto.
Per celebrare il settimo centenario della rinascita del celebre edificio, l'Opera del Duomo ha voluto rendere omaggio al genio di Maitani, dedicandogli una mostra-dossier che resterà allestita ai Palazzi Papali di Orvieto dal 10 aprile al 13 novembre. Settecento anni dalla "seconda data di nascita" dell'edificio: l'inizio ufficiale della lunga storia del Duomo di Orvieto si colloca nel 1290, quando il papa Niccolò IV impartì la sua benedizione alla prima pietra. In poco più di dieci anni maestranze cosmopolite, dirette da un capomastro che non ha ancora un nome, innalzarono la costruzione fino all'imposta del tetto, realizzando parte della facciata con le sue decorazioni marmoree, i fianchi che formavano corpo unico con il transetto, resi armoniosi da sei cappelline estradossate, e un'abside semicircolare.


